Da lunedì si ricomincia.
Non so se sono più forte delle esperienze passate, delle delusioni ormai metabolizzate o più fragile per le incertezze, le insicurezze verso il nuovo, l'ignoto.
Chissà.
Appena ributtatami nella vita casalinga, dopo il licenziamento, ho comprato vari capi sportivi, con cui alla fine non faccio sport, ma che utilizzo come eleganti tenute da casa! Pantalone della tuta nero, pantalone della tuta grigio scuro in ciniglia, felpa nera da abbinare con entrambi. Insomma sono passata a quel vestirsi-non vestirsi per stare tutto il giorno in casa o tuttalpiù uscire a far la spesa o le piccole commissioni domestiche per le quali non vale la pena acchittarsi. Sono passata a una vita senza trucco, senza abiti, in libertà. E devo sforzarmi di ricordare a me stessa di indossare la fede, che immancabilmente dimentico (ma se non la metto che ce la siamo comprati a fare?).
Ma ora l'inverno sta finendo e se la mia situazione resterà questa dovrò pure comprarmi le tute estive! Che cavolo.
Sono una di quelle a cui piace leggere le istruzioni per l'uso. Le leggo tutte. Quelle di ogni elettrodomestico di casa, quelle dei medicinali, quelle delle merendine, dei biscotti, dei surgelati, vi dico tutte. E non solo perchè ho una passione per la lettura. Mi piace seguire le istruzioni e non fare di testa mia. In fondo è una testardaggine pure questa, al contrario però. Leggo le istruzioni prima di azionare lo stereo, il robot da cucina, il grattugiaparmigiano, la piastra per i capelli, il ferro a vapore. Mi fermo qui ma la lista continua. Insomma non solo leggo le istruzioni ma le seguo. Devo seguirle. Se sulla scatola del Diger Selz vi è scritto "bere durante l'effervescenza" io lo faccio. Che un medicinale vada preso prima o lontano dai pasti per me fa la differenza. Le istruzioni per l'uso mi danno una sorta di sicurezza, sono un dictat da cui non posso prescindere. Se le seguo so di aver fatto la cosa giusta. Sono anche più sicura di me.
A ciascuno le proprie manie... felici e contenti!
Dopo la scossa pazzesca di adrenalina pura che ho avuto nei giorni scorsi per prepararmi al colloquio di lavoro, oggi sono tornata alla normalità. Ma quale, mi chiedo?
Io non ho una normalità.
Il fatto è che nemmeno posso fare la casalinga disperata perché ho chi si occupa delle faccende domestiche egregiamente. Io casomai cambio disposizione alle cose in casa, mi dedico a qualche piccola variazione, studio le diverse prospettive. Ma io sono la sola che presta attenzione ai cambiamenti e spostamenti. Figuriamoci che mio marito per mancanza di tempo (ma volere è potere) non curiosa nemmeno sul mio blog!
Quindi eccoci di nuovo qui a tagliare il tempo di ore e mezz'ore in improbabili occupazioni. Il lavoro più faticoso è proprio invertarsi le giornate. Mi lamento, mi lamento ed alla fine mi rendo conto che le mie giornate trascorrono velocemente, passano le settimane piene di impegni senza che io riesca a restare in panciolle sul divano davanti alla tv. Meno male!
Non vi dico che tristezza l'ora dopo pranzo con la De Filippi su un canale e la mogliettina di Pino Insegno su un altro, quest'ultima con una pettinatura che definirla retrò è farle un complimento! Capelli lunghi mossi (cioè ondulati, nè ricci nè lisci) portati con riga da una parte tenuta ferma da una leccata di mucca molto evidente (brilla davanti alle telecamere) , la folta capigliatura è tenuta tutta su una sola spalla quella destra in stile ragazza di campagna di 70 anni fa.....
Ogni tanto qualche piccola soddisfazione da me stessa e dalla vita riesco ad ottenerla pure io.
La scena è stata quella che mi appresto a descrivere.
Parto da casa a bordo del cubetto (sempre la mia smart, ndr.) con largo anticipo considerando che quando piove o semplicemente c'è una labile minaccia di pioggia Roma diventa una città assordante e nevrotica. Trovo parcheggio immediatamente e di fronte a quelle simpatiche macchinette ladre di spiccioli quali sono i parchimetri. E già avverto qualche presagio positivo ma non voglio crederci. Girolzolo per il centro per nulla attratta dalle vetrine, cosa assolutamente strana perchè io butto un'occhiata pure a quelle che vendono abiti e ninnoli per ecclesiastici. mi prometto di non ammazzare il tempo fumando distrattamente qualche sigaretta per non arrivare al colloquio avvolta dalla nuvoletta di fumo che inevitabilmente mi avrebbe accompagnata. Ho anche cercato di allontanare dalla mia testa considerazioni sui negozi utili vicini al posto di lavoro, proprio per scaramanzia. In fondo io il lavoro ancora non ce l'ho allora perchè farsi i film su tutte le comodità vicine al lavoro? Alla fine del giro finisco a ripassare l'inglese (tanto per avere la coscienza a posto di avercela messa tutta come agli esami) in una chiesa a me molto nota. Spero di ritrovare qui il mio amatissimo Caravaggio invece c'è una copia di un certo Kolb, che Caravaggio se l'è preso il Vaticano (e ti pare). Nessun conforto da nessuno... Si fa l'ora di salire, vado. Il colloquio che ho vissuto come il più importante dei miei esami universitari è durato 15-20 min. al massimo!
E che vi dico a fare che è andato bene? Sono entrate le due esaminatrici parlando in inglese e così hanno finito dicendomi che per loro sono ok. A marzo dovrebbero richiamarmi se sceglieranno me.... Aho, ce l'ho quasi fatta, forse a marzo si ricomincia!
Ho deciso di non voler arrivare nevrotica al colloquio di lavoro. Non vorrei che ancor prima di conoscermi avessero l'impressione esatta di me, come dire, li vorrei lasciare con le loro aspettative su di me, con una certa suspence.
Per questo ho eliminato dalla mia agenda, sotto la data di giovedì 1 febbraio 2007, la visita dall'oculista con mio padre di scorta.
Devo occuparmi di sciogliere il mio inglese arruginito, se potesse bastare viakal ce l'avrei pronto in mano, sacrificherei la pulizia dei bagni per oggi.
Invece no! Non c'è mai nulla di semplice... Ti dai da fare alla spietata ricerca di insegnanti di lingua o amici di amici di amici madrelingua inglese, li scovi ovviamente dall'altra parte della città, sono liberi solo in orari improbabili e mi ritrovo di nuovo a segnare in agenda impegni che mi metteranno nella condizione psico-fisica di far tutto di corsa!!!
E vai!
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